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27 Settembre 2022

Perché New York si chiama la Grande Mela: storia e curiosità del soprannome Big Apple

La città di New York, col tempo è riuscita a ritagliarsi un suo posticino nel cuore di milioni di persone guadagnandosi inevitabilmente diversi soprannomi. Da “la città che non dorme mai” a “Gotham city” fino ad arrivare a “la città così bella che l’hanno chiamata due volte” solo per citarne alcuni.

Il nomignolo più noto e conosciuto anche per chi non ha mai visitato New York rimane però “la Grande Mela”. Un nome che non ha bisogno di presentazioni ma di cui pochi conoscono la storia. E voi sapete perché New York si chiama la Grande Mela? Scopriamolo insieme.

Perché New York si chiama la Grande Mela: gli anni ‘20

Nonostante lo stato di New York sia uno dei maggiori produttori di mele d’America, il soprannome non ha nulla a che fare con questo. Per conoscere le origini del perché New York sia stata soprannominata “the Big Apple”, bisogna tornare indietro fino agli anni ’20. Fino a quando il giornalista sportivo John J. Fitz Gerald scrisse una rubrica sul “New York Morning Telegraph” riguardo le numerose corse di cavalli di New York. Mentre era a New Orleans, il giornalista sentì per caso il termine da fantini e allenatori che aspiravano a correre sulle piste di New York City. I consistenti premi in denaro definiti “Grande Mela”, non erano altro che simboli di ambizione e oggetti del desiderio. L’uso dell’espressione si espanse poi fino all’industria musicale jazz degli anni ’30.

L’aspirazione dei musicisti di suonare nei grandi locali e nei concerti di New York piuttosto che nelle piccole sale di tutto il paese.  Il perché New York si chiama la Grande Mela, identifica un posto migliore e più grande in cui tutti vorremmo essere. Un mantra per il mondo dello spettacolo all’epoca era: “ci sono molte mele su un albero, ma solo una grande mela: New York”.

Perché New York si chiama la Grande Mela: il rilancio

Il soprannome e il perché New York si chiami la Grande Mela svanirono piano piano  dall’uso comune fino ai decenni successivi. Alla fine degli anni ’60 e inizio ’70, New York City si era guadagnata la reputazione di città oscura, violenta e pericolosa. Per migliorarne l’immagine e attrarre il turismo Charles Gillett, presidente della Convenzione di New York e del Visitors Bureau, pensò di lanciare un’importante campagna turistica.

Era il 1971 quando, rendendo omaggio alla popolarità tra i musicisti dell’era del jazz a cui era affezionato, il soprannome divenne sinonimo di New York. Una grande mela rossa come logo della città, adesivi, spille ed altri gadget venivano distribuiti ovunque. All’angolo tra la 54a strada e Broadway c’era (e c’è tutt’ora) un cartello stradale che diceva “Big Apple Corner”. Le magliette indossate dalle celebrità andavano a ruba, ricordiamo il conduttore di NBC News Tom Snyder, il comico Alan King e varie star sportive.
La campagna era ovunque, anche sul Daily News c’erano annunci per vendere magliette.Mele rosse, destinate a fungere da immagine luminosa e allegra della città. A rafforzare il perché New York si chiami la Grande Mela, i passanti venivano esortati a “prendere un boccone della Grande Mela”. I volontari effettivamente distribuirono mele vere ai visitatori e questo simbolo divenne il logo di molte imprese di New York City.

Perché New York si chiama la Grande Mela: riconoscimenti

Dalla conclusione della campagna pubblicitaria e il successivo cambio di logo, la città di New York City fu ufficialmente soprannominata “La Grande Mela”. Altre strategie di successo degli anni ’70 servirono a consolidare l’immagine del perché New York si chiami la Grande Mela. 

Al costante e crescente uso del termine si affiancò lo slogan ed iconico logo “I Love New York” di William Doyle e Milton Glaser. Quando Charles Gillett andò in pensione, ricevette un premio dal governatore Mario M. Cuomo. Un riconoscimento “al lungo e distinto servizio di Gillett nel promuovere New York come la principale destinazione di viaggio nel mondo”.

Alla sua morte, avvenuta negli anni ’90, fu celebrato per il ruolo che ebbe nel cambiare l’opinione pubblica della città. Come omaggio, nel 1997 l’angolo tra la 54th St e Broadway in cui Fitz Gerald visse per 30 anni, fu ribattezzato “Big Apple Corner”.

“La Grande Mela è sempre stata una destinazione ambiziosa caratterizzata da persone grandiose e dalla cultura senza precedenti” afferma Chris Heywood, vicepresidente senior delle comunicazioni globali di New York & Company (ancora per poco). “Questo non è cambiato.”

Oggi, le persone di tutto il mondo vogliono ancora un boccone della “Grande Mela” ed il  turismo da record ne è la conferma.

Per tante altre curiosità e storia di New York, consultate questa sezione del Blog.

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Dinamica, solare, positiva ed estremamente professionale. Kiara non è solo una delle migliori guide italiane di New York (conosco benissimo la città, eppure lei riesce sempre a sorprendermi con novità e luoghi insoliti) ma anche un'apprezzata Vlogger e Content Creator per il web. Ho avuto modo di collaborare con lei in più di un'occasione, la sua preparazione e la sua serietà sono fuori discussione. Il suo grande valore aggiunto è costituito dall'entusiasmo e dalla determinazione con cui affronta e porta avanti ogni nuovo progetto. Consigliata a chi desidera scoprire Nyc in maniera più autentica e approfondita ma anche ad enti ed aziende che desiderano sviluppare in maniera efficace i loro progetti sul web.
Simona Sacri
Writer specializzata in USA socia onoraria Visit USA Italy
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